Ogni candidato FP segue il percorso seguente. L’esploratore nella pagina Calcola espone gli stessi passaggi per l’allocazione scelta, così il beneficio fiscale e l’exit possono essere ricostruiti senza affidarsi a una percentuale nascosta.
A. Costruzione dell’imponibile
RAL, premi e straordinari formano il reddito di lavoro su cui il modello calcola i contributi INPS. Gli altri redditi imponibili entrano invece nell’IRPEF senza aumentare la base contributiva previdenziale.
Reddito di lavoro = RAL + premi imponibili
Contributi INPS = funzione del solo reddito di lavoro
Imponibile IRPEF = reddito di lavoro − contributi INPS + altri redditi
L’aliquota INPS è modificabile perché dipende dalla posizione del lavoratore. Massimale contributivo e soglia IVS aggiuntiva sono applicati separatamente: sopra una soglia il comportamento può quindi cambiare.
B. Fotografia fiscale senza il nuovo FP
Il modello applica gli scaglioni IRPEF all’imponibile, calcola la detrazione da lavoro e sottrae sia le detrazioni ordinarie sia quelle rilevanti per il trattamento integrativo. Entrambe riducono l’IRPEF entro la capienza; soltanto il secondo gruppo entra anche nella verifica speciale tra 15.000 € e 28.000 €.
IRPEF netta = max(IRPEF lorda − detrazioni utilizzabili − detrazione cuneo, 0)
Addizionali dovute = regionale + comunale ricalcolate sull’imponibile, se IRPEF netta > 0
Costo fiscale = IRPEF netta + addizionali − trattamento integrativo − somma cuneo
Con “Da località” il modello ricalcola per ogni quota FP gli scaglioni e le esenzioni ordinarie presenti nel dataset. L’inserimento manuale usa invece la percentuale indicata come un’unica aliquota piatta, sempre sul nuovo imponibile.
Il trattamento integrativo usa due imposte lorde distinte: fino a 15.000 € verifica la capienza prodotta dai soli redditi da lavoro ammessi; tra 15.000 € e 28.000 € confronta invece le detrazioni rilevanti con l’IRPEF lorda complessiva. Gli altri redditi incidono sulla soglia complessiva, ma non possono creare da soli la capienza da lavoro richiesta nella prima fascia.
Il cuneo segue due percorsi distinti: fino a 20.000 € è una somma esente, riconoscibile anche senza capienza; tra 20.000 € e 40.000 € è invece una detrazione dall’IRPEF lorda, utilizzabile solo fino all’imposta disponibile. Le addizionali vengono determinate dopo questa detrazione.
L’aliquota marginale descrive soltanto l’ultimo euro nello scaglione IRPEF. Non include detrazioni, capienza, bonus o soglie e non coincide necessariamente con il beneficio marginale del FP.
C. Deduzione, detrazioni e capienza: tre concetti diversi
- Deduzione FP: sottrae la quota ammessa dal reddito imponibile prima di calcolare l’IRPEF.
- Detrazione: sottrae un importo dall’IRPEF lorda dopo il calcolo per scaglioni.
- Capienza: è l’imposta disponibile da abbattere; se è già zero, altre detrazioni non producono rimborso nel modello.
- Sostegni al reddito: trattamento integrativo, somma cuneo e detrazione cuneo seguono soglie e regole di capienza differenti.
Le altre detrazioni sono separate in due controlli autonomi: quelle ordinarie riducono soltanto l’IRPEF; quelle rilevanti riducono l’IRPEF e concorrono al trattamento integrativo tra 15.000 € e 28.000 €. Gli importi non vanno duplicati tra i due campi. Se il totale è elevato, può lasciare poca o nessuna capienza e ridurre il beneficio reale della deduzione FP.
D. Quota minima, datore e spazio deducibile
Il limite ordinario comprende contributo personale e datoriale; il TFR è escluso. Per ogni quota FP candidata il datore viene aggiunto soltanto se la quota minima aderente è raggiunta.
Limite annuo
− contributo del datore
= spazio massimo disponibile per il contributo personale deducibile
Il raggiungimento del minimo può provocare un salto perché aggiunge in blocco il contributo datoriale. Se il minimo supera lo spazio residuo di deduzione, viene comunque valutato: la parte eccedente non genera beneficio fiscale ma può essere necessaria per ottenere il datore. Ulteriori euro FP oltre il plafond sono registrati come non dedotti e competono normalmente con il PAC.
La quota non dedotta viene conservata separatamente e non è tassata di nuovo all’uscita. Il modello assume che sia stata comunicata alla forma pensionistica nei termini previsti; in mancanza della comunicazione il trattamento reale può essere diverso.
La percentuale minima aderente e quella datoriale possono essere applicate alla RAL oppure a un’altra base indicata dal fondo o dal CCNL. Questa base serve soltanto a calcolare le quote: non aggiunge reddito e non simula il TFR.
E. Ricalcolo con il candidato FP
La parte deducibile riduce l’imponibile IRPEF sia tramite busta sia tramite bonifico. Nel modello, però, soltanto la quota in busta riduce anche il reddito usato per detrazione da lavoro, trattamento integrativo, misure sul cuneo e soglia delle detrazioni per redditi elevati. Per questo i due canali possono produrre benefici diversi.
La modalità automatica confronta la quota minima in busta con tutto il contributo fiscalmente rilevante in busta. Non cerca ogni possibile divisione intermedia tra busta e bonifico.
Beneficio del candidato
= costo fiscale senza FP
− costo fiscale ricalcolato con il candidato FP
Un salto non lascia il budget senza soluzione
Se una soglia fa aumentare o diminuire bruscamente il beneficio, cambia anche l’investimento lordo disponibile. Il PAC viene ricalcolato come residuo per quello specifico candidato: FP personale + PAC − beneficio = investimento netto. Non è necessario che esista una quota “tutto FP” corrispondente a ogni investimento netto.
F. Crescita e costi
I versamenti sono trattati con capitalizzazione posticipata: entrano alla fine dell’anno e iniziano a maturare rendimento dall’anno successivo. I montanti già presenti maturano invece il rendimento dell’anno corrente.
Con rendimento netto, la percentuale inserita è usata direttamente e il calcolatore non sottrae nuovamente costi o imposte. Con rendimento lordo:
- i costi percentuali riducono ogni anno il rendimento del montante;
- il costo fisso viene sottratto una sola volta per strumento e per anno attivo, non una volta per versamento;
- se rendimento e costi erodono completamente un montante, questo viene fermato a zero e non diventa negativo;
- il FP tassa annualmente soltanto il risultato positivo dopo i costi;
- il PAC rinvia la tassazione all’uscita.
G. Perdite e basi fiscali
Nel PAC lordo la plusvalenza viene calcolata sul conto aggregato:
Plusvalenza PAC = max(montante PAC − capitale versato PAC, 0)
Se il montante è sotto il capitale versato, non viene applicata imposta finale. Il modello non genera però un credito fiscale da usare contro altri strumenti o redditi.
Nel FP le quote non dedotte vengono prima escluse dalla base tassabile. I contributi dedotti sono tassati all’aliquota di uscita soltanto nei limiti di quanto il montante può effettivamente restituire dopo le quote non dedotte. Costi o perdite non possono quindi produrre un’exit negativa.
Eventuali risultati negativi annuali del FP dovuti ai costi non producono nel modello un credito fiscale riportabile per compensare risultati positivi successivi. È una semplificazione prudenziale che rileva soprattutto per montanti molto piccoli e costi fissi elevati.
H. Exit netta e scelta
Alla fine di ogni anno viene calcolato quanto rimarrebbe liquidando economicamente la strategia in quel momento.
Montante FP + montante PAC
− imposta di uscita FP
− imposta sulla plusvalenza PAC, quando applicabile
= exit netta
Per scegliere la quota dell’anno, ogni candidato viene proiettato fino all’orizzonte finale usando lo stato già accumulato ma senza nuovi versamenti futuri. Vince quello con l’exit finale maggiore. Il beneficio fiscale non viene sommato nuovamente alla exit: ha già finanziato una parte dell’investimento lordo.